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Come scrivere una sinossi

Sinossi, significato e metodi per scriverla.

La sinossi di un libro è il riassunto che espone la trama dell’opera in maniera sintetica e schematica, dove per schematico si intende che ne rivela la struttura, non che è esposta in forma di schema. La sinossi, insomma, è il prospetto della materia trattata nel libro.

Serve all’editore o agli agenti per capire di cosa parla il manoscritto leggendo poche righe e risparmiando tempo. Chi la scrive deve quindi tenere a mente che la sta scrivendo affinché chi la legge si possa fare una idea chiara di quello che sta scritto nel libro. Una sinossi deve essere sincera e professionale, non deve lasciare domande in sospeso e non deve dare un’opinione.

Cosa vuol dire sinossi? Non esiste solo la sinossi di un libro. Si può scrivere la sinossi di un romanzo quanto quella di un saggio o di una lezione. Si può scrivere la sinossi di un film o la sinossi di un documentario e di qualunque opera che abbia un tema e una struttura, anche se quest’ultima ci sembra sconclusionata. La sinossi è un riassunto che descrive ciò di cui si parla nell’opera, è un compendio.

Sinossi, etimologia e significato sono strettamente legati l’uno all’altro. L’etimologia della parola sinossi, infatti, è di origine greca e viene da syn e òpsis, due parole che formano l’espressione sguardo di insieme.

Lunghezza sinossi

Quando non indicato, è meglio che una sinossi non superi i 1.800 caratteri spazi inclusi, che è quello che si definisce cartella editoriale, l’unità di misura con cui si misurano i manoscritti. Non si dice, infatti, il mio manoscritto è lungo 60 pagine, ma 60 cartelle, dove per cartella si intende una pagina contenente 1.800 caratteri spazi inclusi.

Come calcolare il numero delle cartelle

Con buona pace dei geni della matematica, specificheremo anche che per sapere il numero di cartelle che compone il vostro manoscritto, basta dividere per 1.800 il numero di caratteri spazi inclusi che avete scritto in totale. Per esempio, se il vostro manoscritto è lungo 200.000 battute (bravi, avete scritto un romanzo!), dovete fare 200.000 diviso 1.800 = 111 circa.

Se ci fate caso, nelle pagine dei libri di rado sono contenute 1.800 battute (battuta è un sinonimo di carattere). Quella delle cartelle è proprio una unità di misura a sé, che serve agli addetti ai lavori e di cui gli autori non si devono quasi mai preoccupare. Giusto se si vuole partecipare a un concorso può accadere che venga comunicato un numero minimo o massimo di caratteri per partecipare o essere inseriti in una determinata categoria.

Differenza tra sinossi e quarta di copertina

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La quarta di copertina

La quarta di copertina è un breve testo che invoglia il lettore a comprare il libro e si trova sul retro dell’opera. Trasposta in ambito cinematografico, la quarta di copertina è il trailer.

Al contrario della sinossi, la quarta di copertina deve rimanere vaga e deve lasciare al lettore l’impressione di aver capito di cosa si parlerà nel libro senza, in realtà, rivelargli poi molto. Deve attrarlo, allettarlo, intrigarlo e sedurlo,  facendogli capire al massimo lo stile di quello che leggerà, ma niente più. Normalmente, la quarta di copertina non è scritta dall’autore.

Ora che sappiamo bene di cosa si tratta sia nel caso della sinossi che in quello della quarta di copertina, ci sembrerà strano sentire che le due vengono spesso confuse; ma noi ormai ne siamo certi: non sono la stessa cosa.

Tanto per cominciare, cambia il destinatario. A leggere la quarta di copertina, infatti, non sono l’editore o gli agenti, ma i lettori, e i lettori non vogliono certo sapere come finisce il libro ancor prima di leggerlo.

Lasciatemi nei commenti tutte le altre differenze che scovate tra l’una e l’altra.

Sinossi, esempio e confronto con una quarta

Facciamo un esempio di quello che avrebbe potuto scrivere Dante se avesse dovuto mandare il manoscritto dell’Inferno a un editore (e fosse stato ubriaco).

Sinossi dell’Inferno di Dante

L’amore che Dante prova per Beatrice è tale da averlo confuso. Sì è smarrito e non trova più la via di casa; ma una figura amica lo salva. È Virgilio il grande poeta che gli farà da guida e lo accompagnerà in un viaggio necessario che restituirà Dante al mondo dei vivi e lo renderà degno della sua amata. Il primo capitolo della saga si svolge tutto all’Inferno. Prima di uscire a riveder le stelle, Dante dovrà attraversare i nove gironi di questo luogo dimenticato da Dio. Per la strada incontrerà diversi personaggi che lo inviteranno alla riflessione. Primo tra tutti Caronte, il traghettatore di anime, fino ad arrivare a Lucifero in persona, passando per il Conte Ugolino, Efialte, Maometto, Bonifacio VIII e molti altri.

Il poema è scritto in terzine formate da versi endecasillabi a rime incrociate. Il primo e il terzo verso rimano tra loro, mentre il secondo verso della prima terzina, rima con il secondo verso della terzina che segue.

Quarta dell’Inferno di Dante

La quarta di copertina sarebbe anche potuta essere una roba del genere, sempre se l’avesse scritta un editore ubriaco:

Se ci avessimo scommesso avremmo sicuramente perso: Virgilio è andato all’Inferno. Insieme a lui accompagneremo Dante in un lungo viaggio tra i gironi di questo luogo dimenticato da Dio. Incontreremo una quantità di personaggi improbabili che hanno fatto la stessa fine e saremo un gradino più degni di rivedere Beatrice, la donna amata da Dante. Riuscirà il Sommo Poeta a rivedere la sua bella? Primo capitolo di una trilogia imperdibile, Inferno di Dante è già un classico.

E poi sarebbero state aggiunte le opinioni di qualche esponente in vista della fazione dei guelfi bianchi.

“Un libro che pone le basi per la lingua italiana”

“Un poema necessario. Potente, irriverente, denunciante, affascinante”

p.s.: lo sapevi che il primo editore della storia è nato un duecento anni dopo Dante e si chiamava Aldo Manuzio. Tra le sue pubblicazioni più interessanti ci sono gli scritti di Erasmo da Rotterdam (suo contemporaneo) e nientepopò di meno che l’opera omnia di Aristotele.

 

3 pensieri riguardo “Come scrivere una sinossi

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